Davide Ferrario: “Con ‘Lullabies’ ho trovato la libertà nella musica” – INTERVISTA

Davide Ferrario: “Con ‘Lullabies’ ho trovato la libertà nella musica” – INTERVISTA

E’ uscito lunedì 15 aprile il nuovo Ep di Davide Ferrario, dopo una carriera passata sui palchi di tutta Italia a fianco di grandi artisti, da Franco Battiato a Max Pezzali, dal titolo “Lullabies” (Manjumasi). Il nuovo progetto segna così l’inizio del suo nuovo percorso artistico che si spinge verso una deep house fatta di raffinerie tecniche e ricami elettronici. Il sound ipnotico e melodico tipico del genere musicale incontrano lo stile del producer, sempre attento alla ricerca di nuovi suoni e immaginari musicali. Davide inizia la sua carriera lavorando con Franco Battiato come musicista per più di dodici anni in studio e dal vivo. Nel 2007 partecipa al Festival di Sanremo (sezione Giovani) con il brano “Non Piangere” insieme alla band FSC. Dal 2013 ad oggi è direttore musicale, produttore, programmatore, chitarrista, tastierista e corista di Max Pezzali, accompagnandolo inoltre nel 2016 a The Voice Of Italy nelle vesti di vocal coach. Nel 2018 è direttore musicale, chitarrista e tastierista del tour Max Nek Renga, vincitore del premio Wind Music Awards. È titolare dello studio di registrazione “Frigo Studio” di Milano. Il suo ultimo mix “Santa House Is Coming To Town” ha raggiunto la 57a posizione della classifica internazionale di mixcloud. In occasione della nuova uscita discografica, abbiamo deciso di intervistarlo.

Ciao Davide. È uscito il tuo primo ep per un’etichetta americana: “Lullabies”.Come nasce questo progetto e quanto lavoro c’è stato dietro? Come è arrivata la scelta del titolo?

Da un po’ ero fermo e non facevo più cose mie. Ultimamente ho sempre fatto il turnista per altri artisti, in particolare modo per Max Pezzali. E’ successo che avevo un po’ di tempo e voglia, così ho iniziato a provare a fare qualcosa per me. Tornato dalle vacanze estive ho iniziato a buttare giù delle idee, poi in un secondo momento ho inviato le tracce a questa etichetta americana perchè trovo che segua progetti molto belli legati al mio stile. Inspiegabilmente ho ricevuto una risposta dopo poco: da lì ho iniziato a produrre cose nuove che usciranno molto presto, non so quando e come, comunque c’è molta carne al fuoco.

Per la prima volta ti avvicini al mondo della Deep House con suoni ipnotici e melodici. Come ti sei preparato a questo ep?

Si, è vero. Dal punto di vista tecnico è tutto un mondo nuovo per me. Venendo dal ‘pop’ con una struttura come “strofa, ritornello, finale” per intenderci, qui hai uno stile libero non vincolato. Sto provando una felicità incredibile in questi mesi, che è il vero motore di tutto questo nuovo progetto.

Hai la fortuna di calcare palchi di tutta Italia al fianco di grandi artisti: come nascono le collaborazioni tra voi? Come si riesce a spaziare in così tanti generi musicali?

Non ritengo di avere tutta questa flessibilità, grazie per le belle parole. Nella mia carriera ho sempre cercato di fare tanta musica diversa perchè gli artisti che seguo hanno sempre spaziato in tanti generi, ma sono sempre rimasti loro stessi. Lavorare con i “grandi” della musica ti aiuta: assumi una ‘professionalità’ ed è proprio questa la differenza tra musicista professionista e non. Serve inevitabilmente l’esperienza sul campo e, per fortuna, io l’ho avuta.

Che rapporto hai con il mondo social?

Direi più che buono. Io sono uno di quelli che in tempi non sospetti aveva un blog, tipo nel 98′. Ho sempre trovato molto divertente poter condividere con il mondo ciò che uno fa. Scrivo molto, amo condividere pensieri con il mio pubblico, oltre ovviamente a promuovere ciò che faccio.

A Milano passi del tempo a Frigo Studio, il tuo studio di registrazione. Com’è essere dall’altra parte del vetro? Cosa ne pensi della situazione musicale, oggi?

Io ho la sensazione che sia un momento storico in cui c’è un grande fermento: stiamo vivendo un vero e proprio cambiamento. Oggi ci sono un sacco di cantautori e gente che fa musica. Penso loro riescano ad esprimersi meglio rispetto ai ragazzi che uscivano dai primi talent. Dal marasma che chiamiamo ‘indie‘ penso stiano uscendo molte cose belle. Mi piace pensare che ciò che stai cantando è ciò che pensi e vuoi comunicarmi in quel preciso istante.

Dove potremo ascoltare Davide prossimamente?

Al momento di ufficiale c’è un live a Milano: vi aspetto al “Mare Culturale Urbano” il 23 maggio.

Qual è il sogno di Davide?

Il sogno di Davide è poter fare questo lavoro fino alla pensione, che non è per nulla scontato tra l’altro. Il sogno artistico è poter lavorare a delle colonne sonore. Il mio idolo è Hans Zimmer. Sarebbe un vero sogno!

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