“Milena” è il nuovo singolo di Angelo Iannelli. Il brano è scritto dallo stesso Iannelli, arrangiato da Alessandro Canini e Riccardo Corso, prodotto dallo stesso Canini, distribuito da Believe digital, con il Management di Giuseppe Mangiaracina per Etichetta Mafi Srl Edizioni.
Ecco l’intervista ad Angelo Iannelli!
1) Ciao Angelo, il tuo nuovo singolo si chiama “Milena”. A chi è rivolto questo brano? Di cosa parla?
“Milena” vuole rappresentare un incoraggiamento a mettere da parte la paura e ad abbandonarsi alle proprie emozioni più esplosive, anche a costo di risultare incoscienti, anche a costo di frantumare ogni certezza maturata e di cambiare completamente strada, rinunciando a tutto ciò che si possiede. Con “Milena” ho cercato di dare coraggio a tutte quelle mie studentesse che ogni giorno continuano a donarmi emozioni, energia e voglia di vivere, nonostante le loro mille paure, i tanti dubbi e le dolci insicurezze dell’età. Questa è la tematica principale, ma parallelamente, come in tutte le mie canzoni, c’è una sottotrama che si muove a un livello più pratico: in questo caso è la cronistoria di un appuntamento con un ragazzo, dalla scelta dei vestiti all’incontro finale. Per me l’arte non dovrebbe mai rimanere incastrata in un’unica interpretazione, è per questo che quando scrivo mi piace aprire diverse porte. Chiamiamola musica interattiva: si spalancano delle porte e l’ascoltatore sceglie dove entrare.
2) Quando nasce la tua passione per la musica?
Penso che questa passione mi sia stata trasmessa da mia madre. A casa mia si cantava sempre, dalla mattina alla sera, sette giorni su sette. Verso gli otto anni mi sono iscritto a un corso di pianoforte, ma l’ho abbandonato dopo un anno perché volevo suonare principalmente accordi per accompagnare la mia voce, ma il maestro (giustamente) continuava a farmi fare solo esercizi che spegnevano ogni mio interesse. Qualche anno dopo ho iniziato a suonare anche la chitarra, all’inizio con molta fatica perché la pazienza proprio non rientra tra le mie doti!
3) Quanto è importante per te riuscire a trasferire in immagini ciò che provi mentre canti?
Nell’arte le immagini sono tutto. Forse noi esseri umani ragioniamo per immagini e tutto il nostro sistema concettuale si nutre di esse. Sono punti di vista: secondo diversi filosofi i nostri pensieri sono addirittura elaborati sotto forma di metafore e metonimie, di figure retoriche. Quando scrivo i testi delle mie canzoni cerco proprio questa strada della naturalezza primitiva: dietro l’apparente ermetismo di alcuni passaggi si cela in realtà una grande spontaneità.
4) Com’è nato il videoclip di “Milena”?
L’idea di base è del regista Marco Gallo. Volevamo creare qualcosa che aggiungesse un ulteriore significato al brano. Da qui la trama del videoclip ha preso una piega inaspettata: le immagini danno voce a tutti noi nati negli anni Ottanta e Novanta, con tutte le drammatiche difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro, i compromessi che ogni giorno ci vengono richiesti, le misere retribuzioni che costringono molti di noi a emigrare altrove.
5) Professore di lettere, cantautore, scrittore, attore, sceneggiatore e regista teatrale. Quale ruolo senti più tuo? Quante sfumature ha Angelo?
Dipende dai momenti. Provo a dividermi tra tutte queste attività. Sicuramente insegnare rappresenta una missione a cui la musica, la recitazione e la letteratura regalano un valore aggiunto in termini di energia e sensibilità.
6) Quando potremo ascoltarti in una dimensione live?
Molto presto. Giovedì 23 maggio al “Marmo” (Roma) ho suonato un paio di brani nell’evento “Special Stage”, organizzato da “Officine buone”, una ONLUS che ha il grande merito di portare la musica e altre attività ricreative nei reparti più fragili degli ospedali italiani.
7) Quanto musica e teatro vanno di pari passo?
C’è una stretta corrispondenza tra musica e teatro: entrambe hanno a che fare con la verità e ricreano, rielaborano la nostra vita. In fondo recitare non è fingere un’emozione o una sensazione, è provarla con un’intensità persino maggiore della vita reale.
8) Qual è il sogno di Angelo?
Continuare a drogarmi di sogni. Sono un oniromane.
