Greta Portacci

Greta Portacci: “Si, ‘mi sono rotta il tacco’ per tante cose!” – INTERVISTA

Mercoledì 15 luglio è uscito su tutte le piattaforme digitali  Mi sono rotta il tacco, il primo singolo della cantautrice salentina Greta Portacci.

Il brano è scritto da Greta insieme a Giulia Capone e Nicco Verrienti, team di autori che lavora al fianco di numerosi big della musica italiana. Prodotto da Verrienti per Albicocca Studio, mixato da Francesco Lo Cascio, il videoclip è diretto da Giorgio Gabe. Cosa farebbero Garibaldi e Adamo ed Eva se vivessero nella società moderna? Il testo con dissacrante ironia ci fa entrare nell’immaginario di Greta che nonostante mille difficoltà riesce a guardare il mondo con occhi bizzarri e sognanti, alla continua ricerca della propria realizzazione.
Greta, nonostante la giovanissima età, vanta già un percorso ricco di esperienze artistiche tra concorsi e palchi in giro per l’Italia. Parallelamente alla strada da artista coltiva anche un percorso da autrice, ha infatti già firmato il singolo “Shangai” per Le Deva e diverse sono le collaborazioni in uscita nei prossimi mesi.

Ecco la nostra intervista!

Ciao Greta! Come stai? Come hai vissuto questo periodo di lockdown?

Ciao a voi, non potrei stare meglio, l’estate mi regala a prescindere il buon umore ma questo é un periodo particolarmente felice. Sembrerà strano, ma il periodo di quarantena a me è servito tanto. È stato in quel periodo che ho deciso di uscire fuori con un singolo.

Parliamo del tuo nuovo brano “Mi sono rotta il tacco”. Ci racconti come nasce questa traccia e di cosa parla?

Beh, questo brano nasce veramente da una rottura di tacco che non è soltanto la rottura fisica dell’accessorio (che c’è stata veramente) ma può anche essere interpretata come un modo per dire “sono stanca” di tante cose. In 3 minuti mi sono divertita nel raccontare una storia particolare, facendo tornare in vita personaggi storici come Adamo e Garibaldi pensando a quello che potessero fare oggi, in una società particolare dove appunto io cerco di emergere.

Quanto è importante per te riuscire a rappresentare con le immagini ciò che provi mentre canti?

Descrivere ciò che provo sarebbe come scrivere un libro. Quando canto sono me stessa nel vero senso della parola, è come se mi mettessi a nudo da tutto, e non ho mai avuto l’abilità di descrivere quello che provo.

Mi sono rotta il tacco – Greta Portacci

Quando nasce la tua passione per la musica?

Questa è una domanda alla quale io non ho mai saputo rispondere. Non c’è stato un momento nel quale io abbia capito un mio interesse o una mia predisposizione a voler fare musica, io ricordo di essere nata, di aver imparato a camminare, a parlare, e già da piccolissima avevo questo sogno, quest’esigenza, credo che l’amore per la musica, la voglia di scrivere e di rappresentarmi in questo sia nata con me.

Sei autrice del brano “Shangai” per Le Deva: come nasce la collaborazione tra voi? Ti piacerebbe fare un duetto corale con loro?

Shangai è un pezzo bomba del quale sono autrice assieme a Nicco Verrienti e Giulia Capone, come anche per “Mi sono rotta il tacco”. L’onore principale, essendo il mio primo brano da “autrice” è stato in primis l’esordio e la collaborazione che continua ancora oggi con loro due, sono loro la motrice di tutto, ed è in primis grazie a loro che nascono delle collaborazioni con artiste che stimo tanto come appunto LeDeva.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Non ho tantissimi progetti per il futuro se non di continuare a scrivere e a far uscire miei brani, cantati da me e non!

Qual è il sogno di Greta?

Il mio sogno? Beh, leggere sulla bocca della gente quello che viene fuori dal mio cuore, dal mio polso, con la speranza che questo sia un punto di partenza che permetta finalmente alla mia musica di uscire dal cassetto e di viaggiare un po’ come la mia testa, folle, sognante, ma che non smette mai di credere che la musica sia l’esigenza più bella che qualcuno possa avere.

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