Valentina Gravili: “Vi presento “Ci baceremo tra il filo spinato”, il mio nuovo singolo!” – INTERVISTA

E’ uscito il 16 ottobre, il nuovo singolo di Valentina Gravili dal titolo “Ci baceremo tra il filo spinato”, edito da Maqueta Records e distribuito da Artist First. Dopo tre album, tanti concerti e riconoscimenti e dopo essere stata ospite dei più importanti festival musicali d’Italia, la cantautrice pugliese torna sulla scena musicale con una nuova visione del suo processo creativo. Decisa ad abbandonare la “concezione tradizionale” del fare musica collegata obbligatoriamente all’esibizione dal vivo, la Gravili guarda oggi alle sue canzoni come farebbe un Pittore con la sua Opera: “quello che resta dopo ore ed ore di lavoro, ricerca e ispirazione è il Quadro, la performance svanisce per far parlare esclusivamente l’Opera.


Il messaggio che “Ci baceremo tra il filo spinato” ci scaraventa addosso è potentissimo: rompere le acque, tagliare fili spinati con un bacio, abbattere le barriere che nel mondo i nazionalismi, la delegittimazione della cultura e l’individualismo sfrenato continuano sciaguratamente a costruire. Tra preghiera e canzone, tra politica e cronaca, Valentina Gravili con questo suo nuovo singolo ci invita a riflettere e in qualche modo ad agire.
Ecco la nostra intervista!

Ciao Valentina! Iniziamo a parlare del tuo nuovo singolo “Ci baceremo tra il filo spinato”. Di cosa parla questo brano?

Il brano è una preghiera a più voci e con più destinatari: è quella  lanciata ad un’entità superiore da chi lascia la sua terra in cerca di possibilità. Sia chiaro, per possibilità non intendo solo il lavoro e il benessere economico: milioni di persone nel mondo, infatti, vivono in Paesi in cui lo stato di diritto è  inesistente, privati di qualsiasi forma di giustizia e di tutela; ma questa canzone è anche la mia invocazione affinchè si facciano “miracoli” di accoglienza e integrazione in un periodo in cui, invece, si assiste ad un ipocrita e brutale tentativo di criminalizzazione delle navi delle ONG da parte del così detto “mondo civilizzato” che invece di provare a risolvere i problemi continua soltanto ad ergere muri e barriere di filo spinato. 

Quanto è importante per te riuscire a rappresentare in immagini ciò che provi mentre canti?

Quando scrivo un testo tendo ad evitare le parole indefinite ed adoro le figure di senso, le metafore, le analogie, le iperboli. Forse è per questo che le mie canzoni sono piene di immagini. Danno origine ad una stratificazione di significati e di livelli di lettura che altrimenti, data la brevità della forma canzone, non riuscirei ad esprimere. 

Qual è il tema portante di “Ci baceremo tra il filo spinato”?

L’importanza dell’incontro malgrado le barriere che, nel mondo,  i sovranismi, i nazionalismi, la delegittimazione della cultura e l’individualismo sfrenato continuano sciaguratamente a costruire. Dal Mediterrano alla playa di  Tijuana, fino alle ultime vicende nel nord della Siria le notizie che ci arrivano non fanno che confermare quanto sia fondamentale prendere una posizione netta riguardo questi temi. 

Arte e musica vanno di pari passo. Cosa rappresenteresti nel quadro di questo brano? Che scena vedresti?

La prima cosa che mi viene in mente è la figura della madre-coraggio invocata nella canzone. Potrebbe essere rappresentata come un essere marino mitologico metà donna metà bastimento che spalanca i flutti creando corridoi di salvezza. Comunque, sfortunatamente, sono incapace di disegnare e dipingere. Diciamo che me la cavo un po’ meglio con le parole. 

Quanto è cresciuta Valentina musicalmente parlando?

Non saprei dirlo. D’altronde io non amo definirmi una musicista. Sono più una che ama scrivere e che spesso mette anche in musica le sue parole. Per questo credo che la mia crescita debba riguardare una sfera molto più ampia di quella esclusivamente musicale.  Negli ultimi anni ho letto e studiato molto ma al momento il risultato è solo una consapevolezza maggiore di quanto poco io sappia e di quanto sia tremendamente complessa la realtà. 

Quali sono i tuoi progetti futuri? Potremo ascoltarti prossimamente live?

Al momento i concerti non sono tra le mie priorità. Credo che le canzoni, come i libri o le opere d’arte, possano anche vivere di vita propria senza dover necessariamente mutare continuamente forma, cosa a cui la performance dal vivo conduce inevitabilmente. E’ quella che pubblico l’opera compiuta, quella che rispecchia al massimo grado l’idea che avevo in mente. Con il live la canzone cambia, comincia di nuovo a trasformarsi e anche se la cosa è spesso molto interessante, credo che non sia imprescindibile.

Qual è il sogno di Valentina?

E’ un segreto! 

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