Andrea Amati: “Con Bagaglio a mano mi presento partendo dall’essenza” – INTERVISTA

Proseguono senza sosta gli appuntamenti di Andrea Amati, cantautore romagnolo, alle prese con la promozione del suo nuovo album “Bagaglio a mano”. Sono due gli appuntamenti romani imminenti che vedranno l’artista coinvolto in uno showcase acustico chitarra e voce. Prima tappa il 13 settembre al Lanificio159 (Via di Pietralata, 159) alle ore 15:20 nell’ambito del KeepOn LIVE FEST, il meeting dei Live Club, Festival e di tutti i professionisti della musica dal vivo. Per partecipare e acquistare il ticket, le prevendite sono già aperte al seguente link http://www.keeponlive.com/live-fest/ con i biglietti in Early bird a prezzo speciale (10 €) fino a domani mercoledì 12 settembre. Il secondo live romano si svolgerà il 14 settembre al The Yellow Bar (Via Palestro, 51 – ingresso gratuito) dalle ore 21:30, sempre all’interno del circuito di eventi organizzati da KeepOn Live. 

Prima della partenza di un nuovo viaggio alla scoperta di Roma, ecco cosa ci racconta Andrea in questa intervista:

Andrea, quando ti avvicini al mondo della musica? A che età  hai scritto il primo brano?
Devo ammettere che è successo relativamente tardi. Da giovanissimo studiavo teatro e sognavo di diventare un attore. Poi, negli anni universitari, ho fatto alcuni concerti cantando principalmente le canzoni di Fabrizio De André e si è aperto un mondo; è stata una folgorazione. Credo di aver scritto il primo brano attorno ai 25 anni.

Hai un luogo dove rifugiarti per poter trovare l’ispirazione per riuscire a scrivere?

Tendenzialmente scrivo in cucina e cerco di farlo al mattino o alla sera. Mai di pomeriggio

Bagaglio a mano contiene 9 tracce più una cover di Luigi Tenco. Come mai la scelta è ricaduta proprio su “La ballata della moda”?

Ho portato in scena uno spettacolo su Luigi tengo che si chiamava “Io sono Uno” e ho scoperto il suo lato più graffiante e meno conosciuto; “La Ballata della Moda” è sicuramente un pezzo lontano dall’immaginario tenchiano che molti hanno ma è estremamente sarcastica e offre una panoramica molto attuale sulla società contemporanea per cui la scelta è stata piuttosto naturale così come naturale è stato stravolgerla da un punto di vista musicale.

Che lavoro c’è stato dietro “Bagaglio a mano”? Quante emozioni fanno pesare questo bagaglio?

Venivo da un primo disco, “Via di Scampo”, molto legato alla tradizione della canzone d’autore classica e avevo voglia di sperimentare di più, di creare questo ponte tra quella cosa lì e l’avere canzoni orecchiabili, cantabili, che potessero arrivare a più persone possibili.

 Per la prima volta ti esibisci con due appuntamenti speciali live a Roma. Cosa dobbiamo aspettarci da questi concerti?

Quanto sarà grande il tuo bagaglio?

Sarà un bagaglio leggerissimo perché saremo solo io, la mia voce e una chitarra… saranno quindi due momenti molto intimi e sono contento di debuttare con questo tipo di proposta. Presentiamoci partendo dall’essenza… 

Aprirai anche alcune date dei Nomadi prossimamente. Qual è il tuo brano preferito dei Nomadi? Come nasce la vostra collaborazione?

Nasce quando la mia etichetta, Borsi records, ha fatto casualmente sentire a Beppe Carletti il mio disco… una settimana dopo ero già l’opener ufficiale e stavamo mettendo giù il calendario di tutte le aperture estive. Da non crederci! La canzone che ho sempre portato nel cuore dei Nomadi è “un pugno di sabbia”.

Fin da giovane ti avvicini al mondo del teatro: che differenze trovi tra il mondo teatrale e il mondo musicale?

Sono due mondi diversi ma ugualmente in grande sofferenza per la scarsa attenzione che ricevono, per i pochi soldi e per la difficoltà di trovare forza, coraggio e idee per andare avanti.

Che consiglio ti senti di dare a tutti i giovani che vogliono intraprendere la tua strada? Io sto percorrendo la mia, non me la sento di dare consigli, mi limito a chiederne.

Cosa non deve mai mancare nel tuo “bagaglio a mano”?

La voglia di conoscere, di stupirmi e di mettermi in gioco uniti al tentativo di non odiare nessuno. In un mondo dominato dalla “caccia al colpevole” per ogni cosa mi impegno tutti i giorni (ovviamente con risultati alterni) a contare fino a 3 prima di puntare il dito verso qualcuno.

Concludiamo dandoci l’appuntamento il 13 e il 14 settembre a Roma: hai un rito scaramantico prima di esibirti sul palco? 

Non credo di avere un vero e proprio rito; mi piace scrivere la scaletta della serata a mano.

Bagaglio a mano, chitarra in spalla e voglia di emozionare. Ecco Andrea Amati!

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