Eman: “Il disco che volevo scrivere, ‘Eman’, è arrivato” – INTERVISTA

Esce domani, 19 aprile,  Eman (Jackie & Juliet / Artist First), l’omonimo album del cantautore di origine calabrese. Sono 10 brani che rispecchiano numerose tematiche con un’idea definita, per far si che tutti possano ritrovarsi nei testi accuratamente scritti.

Eman

«Eman è il disco che volevo scrivere. Dentro ci sono le parole, le immagini e i concetti che volevo esprimere e che hanno preso corpo e anima grazie alla musica di Mattia (SKG)Negli ultimi anni mi sono dedicato completamente alla musica senza preoccuparmi delle aspettative e senza mai guardarmi indietro. Ne è venuto fuori un (concept)album intimo sì, ma di un intimità collettiva.  Nei brani che lo compongono, chiunque può ritrovare un po’ del proprio vissuto e osservare e riflettere su uno spaccato del mondo che lo circonda».

Ciao Eman, ‪il 19 aprile esce il tuo nuovo album di inediti “Eman”, che prende proprio il tuo nome. Come mai questa scelta così personale?

Ho pensato al mio nome “Emanuele”, ma anche al fatto che Eman possa poi diventare Amen e Name, un gioco di parole: un nome collettivo.

Sono 10 le tracce che raccontano la quotidianità e il mondo che ci circonda. In un certo senso, tutti siamo protagonisti di questo viaggio. È così?

Hai perfettamente colto in pieno il senso dell’album. Tutti possono rivedersi nelle parole che ho scritto. Io vivo le stesse cose che vivi tu, in fondo. C’è davvero tanta vita in questi brani e tanto di me, pure troppo. Sono stato influenzato da diversi fattori: in primis il cambio di città, Milano. E ancora tante paure, prima tra tutte quella di avere un figlio. 

Come sei maturato rispetto all’album precedente?

Con il primo album non c’è stato un vero e proprio progetto definito per quanto riguarda la scrittura, piuttosto un raccontare ciò che vivevo con i brani; c’è stata una selezione nella scelta forse, ma non nel modo di raccontare. Con “Eman”, invece, ho una strada definita perchè affronto l’uomo e la donna nella quotidianità. Penso comunque che anche il passaggio da una major ad un’indipendente possa avere influito. Una vera rinascita.

“Icaro”, “Milano”, “Tutte le volte” e Giuda hanno anticipato questo album. Perché hai scelto questi brani per iniziare la promo?

Abbiamo iniziato da qui  perché questi pezzi mostrano tutta la sperimentazione che abbiamo affrontano nell’album e, devo dire la verità, per quanto possano essere differenti hanno una linea comune, ma non sono effettivamente i brani più belli. Ci tengo a dirlo perché è una cosa che è voluta e volutamente toglie per dare maggior importanza all’album in un periodo in cui i brani, il singolo, è più importante dell’intero lavoro musicale alla fine.

Quanto è importante per te riuscire a rappresentare con immagini in video i tuoi brani?

E’ davvero importante riuscire ad influenzare dei video con la propria musica, raccontare con le immagini un pezzo di storia che hai vissuto in studio di registrazione fino a poco tempo fa.

Qual è il brano che più ti rappresenta ad ora di questo album?

In realtà ne ho un paio. Senza dubbio “Fiume” e “3 a.m”.

Quando potremo ascoltarti in una dimensione live?

Posso dirvi che da quest’estate, fino a tutto l’autunno 2019, porterò in giro il mio album in tutta Italia. Non vi resta che seguire i miei social per restare aggiornati.

Che genere musicale più ti rappresenta e perché?

Il genere che più mi rappresenta è il cantautorato. Da “Amen” le sonorità sono cambiate. Non sono di sicuro “indie”, non rientro in quel canone.

Qual è il sogno di Eman?

Il mio sogno è che la mia musica resti e possa arrivare a più persone possibili., me lo auguro davvero tanto.

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